La verità nuda e cruda? La Riviera Albanese non è il posto che mi porterò per sempre nel cuore.
Non è quel genere di destinazione che fa per me, e riconosco di fare più fatica a raccontare luoghi che non risuonano davvero nelle mie corde. Ma questo non significa che non meriti. Anzi: il suo lavoro lo fa benissimo, il mare è spettacolare e ha un'energia incredibile.
Semplicemente, rientra in quella categoria di posti che accumulano troppi elementi lontani da ciò che davvero mi fa affezionare a un luogo.
Eppure, c'è un'eccezione.
Quella che mi porto davvero dentro è la strada. Quella sì che è stata spettacolare: un'esperienza nell'esperienza che, da sola, vale tutto il viaggio.
E va benissimo così. Non tutti i viaggi devono per forza salvarti la vita o cambiarti la prospettiva: a volte basta che sappiano regalarti una curva pazzesca dietro l'altra.
Premetto che queste sono le parole di un'irriducibile amante della montagna e dei climi freddi, una persona che tollera il mare solo a piccole dosi e rigorosamente se accompagnato da attività dinamiche come lo snorkeling. Insomma, l'esatto opposto del tipo da lettino: per quanto mi riguarda, il vero brivido di questa avventura non è stato stendersi sotto l'ombrellone, ma la strada stessa, con lo spettacolo continuo dei trasferimenti da una tappa all'altra.
Ma per fortuna il mondo è vario, e con questa e la prossima pubblicazione spero di farvi scoprire una meta incredibilmente versatile: un luogo dove potrete scegliere se abbandonarvi al totale relax di un lettino o se scappare a bordo di un'auto, scorrazzando tra tornanti di montagna, villaggi sospesi nel tempo e calette selvagge lontane dalla folla.
La Riviera Albanese
Il mare caraibico che non si è ancora montato la testa
E se ti dicessi che uno dei mari più belli del Mediterraneo non è in Grecia, non è in Croazia e non è nemmeno in Italia?
È a poche ore di volo. E, con ogni probabilità, non è ancora finito nella tua lista dei desideri.
La Riviera Albanese è di quei posti che, appena ci metti piede, ti fanno esclamare: "Ok, ma perché non ne parla ancora mezzo mondo?". Acqua così trasparente che sembra finta, baie spettacolari, montagne che si buttano a capofitto direttamente nel blu e quell'effetto inconfondibile da "Caraibi... ma comodamente in Europa".
E arrivati a quel punto la domanda è sempre la stessa: ma è davvero Albania?
Sì. È proprio lei.
Certo, mettiti il cuore in pace: qui non troverai la classica destinazione patinata, perfettamente rifinita e super organizzata. È una terra che si sta muovendo adesso, in pieno fermento, il che significa strade con un concetto tutto loro di viabilità, infrastrutture in evoluzione, parcheggi che richiedono una laurea in spirito di adattamento e un Google Maps che ogni tanto sembra sviluppare opinioni personali sul tuo itinerario.
Ma sai qual è la verità? Per molti viaggiatori, questo è esattamente il punto a favore.
Perché la Riviera Albanese sa regalarci quel mix irresistibile che sa di Grecia di qualche anno fa, di Croazia meno cementificata e di Puglia, ma con dei prezzi che ti fanno ancora gridare al miracolo.
Il mare è da cartolina, il portafoglio piange molto meno del solito rispetto ad altre mete blasonate del Mediterraneo, la cucina è un abbraccio spettacolare tra i Balcani, la Grecia e l'Italia e, soprattutto, c'è ancora una specie protetta rarissima: un angolo di mondo non è stato ancora completamente standardizzato per il turismo di massa.


Ma perché scegliere l’Albania?
Perché diciamocelo: la Grecia ormai la conosci come le tasche dei tuoi pantaloni. Perché la Croazia, in piena estate, si trasforma in un Tetris umano dove trovare un buco libero per l'asciugamano è una prova di sopravvivenza. O semplicemente perché vorresti goderti un mare da urlo senza dover accendere un mutuo o mangiare solo tonno in scatola nei mesi a seguire.
La Riviera Albanese si presenta così, con un compromesso che fa gola a chiunque: mare da sogno, natura selvaggia e cangiante, paesini che sembrano usciti da una cartolina, serate frizzanti e quel mix perfetto tra relax totale e la giusta dose di mini-avventure, il tutto senza dover pianificare la qualunque mesi prima.
Ma attenzione, mettiamo subito le carte in tavola: non stiamo parlando di una meta "comoda" nel senso tradizionale del termine.
È una terra in pieno fermento, un cantiere a cielo aperto che cambia pelle sotto i tuoi occhi. E si vede tutta, questa transizione. Ti capiterà di trovare resort di lusso tirati a lucido proprio accanto a case tradizionali, beach club super instagrammabili a due passi da strade ancora sterrate, e panorami mozzafiato conquistati dopo aver affrontato curve a gomito che metteranno a dura prova la tua fede cieca nei navigatori.
Insomma, non è tutto perfetto. E, a pensarci bene, è proprio questa la sua magia.


Sarandë: la base più comoda (e più caotica)
Partiamo da Sarandë, che è un po' il campo base ufficiale di chiunque decida di esplorare questi lidi.
È una città vibrante, accesa, letteralmente sommersa da hotel, ristoranti e locali che non dormono mai. Insomma, è la base strategica perfetta per muoversi lungo la costa senza impazzire con i trasferimenti.
Chiariamo subito una cosa: se cerchi il silenzio mistico e la pace dei sensi, hai sbagliato indirizzo. Qui si viene per pura e semplice praticità, non per fare ritiri di meditazione tibetana.
La giornata tipo? Sveglia, tuffo in mare, passeggiata sul lungomare tra un clacson e l'altro del traffico locale (rigorosamente "creativo"), cena a base di pesce vista mare e una buona dose di sano caos serale per chiudere in bellezza.
Pro: Comodissima, hai tutto a portata di mano.
Contro: Diciamolo, non è esattamente l'oasi di relax al 100% che sogni quando sei stressato dall'ufficio.
Il bonus: Nonostante il movimento e la folla, il mare riesce comunque a dire la sua ed è notevolmente bello.


Ksamil: il paradiso (con traffico incluso)
E poi c'è Ksamil, la vera e propria superstar della Riviera Albanese.
E no, non è un’esagerazione: è davvero spettacolare. Acqua di un turchese accecante, isolette verdi che spuntano a due bracciate dalla riva, sabbia chiara e quell'effetto "Caraibi in Europa" che ti fa strabuzzare gli occhi. SI EHM, MA ATTENZIONE, serve fare una precisazione!
Diciamocelo chiaramente senza girarci intorno: non sei l’unico genio ad aver scoperto questo angolo di paradiso. La verità è che Ksamil non è un posto solo: vive in una spaccatura netta, diventando due luoghi completamente diversi a seconda di quando ci metti piede.
Se ci capiti nel pieno dell'alta stagione, dimenticati la caletta tropicale e silenziosa. Ti ritrovi dentro una specie di Ibiza balcanica in miniatura: musica pompata dai beach club, persone ammassate sulla sabbia, ombrelloni appiccicati uno sopra l'altro e un viavai continuo di barche a motore. Il risultato inevitabile? Sotto quell'assedio di bagnanti, l'acqua cristallina si intorpidisce, perde trasparenza e la magia si sgonfia in fretta. Diventa un parco giochi affollato, rumoroso e faticoso.
Ma se la vivi in un altro momento, o se semplicemente accetti le regole del gioco, Ksamil sa ancora mostrare quel profilo turchese che l'ha resa celebre.
Alla fine, il punto è sempre lo stesso: la delusione arriva solo quando sbagli le coordinate. Se pretendi il silenzio e la natura selvaggia ad agosto in uno dei punti più battuti della costa, tornerai a casa scontento. Ma se parti con la consapevolezza giusta — sapendo esattamente cosa aspettarti e quando muoverti —, eviti l'effetto trappola e ti godi l'esperienza per quello che è realmente.
Quindi, se ci capita di andare in piena alta stagione, preparati psicologicamente a spiagge gremite, a una lotta all'ultimo centimetro quadrato per un ombrellone e a una gestione dei parcheggi che richiede la stessa inventiva di un puzzle tridimensionale.
La strategia di sopravvivenza vincente qui non è il classico "arrivo, mi piazzo e spengo il cervello", ma richiede un minimo di tattica:
Esplora: Cambia spiaggia ogni giorno.
Muoviti: Non fossilizzarti sul primo fazzoletto di sabbia che trovi.
Gestisci i tempi: Evita le ore centrali se non vuoi fare la sardina.
Non accontentarti: Non fermarti mai al primo posto che capita solo perché la pigrizia chiama.
Beach club a Ksamil (nella prossima pubblicazione vediamo le migliori spiagge)
alcune delle prelibatezze locali (nella prossima pubblicazione vediamo i migliori ristoranti)


Beach club a Ksamil (nella prossima pubblicazione vediamo le migliori spiagge)
Himarë: la scelta più equilibrata
E poi c'è Himarë, che a conti fatti è la zona più "vivibile" e a misura d'uomo di tutta la Riviera. Meno caos soffocante, un ritmo decisamente più locale e un'atmosfera generale che ti permette finalmente di respirare e abbassare i battiti.
È la base perfetta se cerchi:
Un mare spettacolare ma senza doversi lottare il proprio pezzo di sabbia a gomitate.
La libertà di saltare da una spiaggia all'altra ogni giorno.
Serate tranquille, fatte di chiacchiere e buon cibo, senza l'effetto "villaggio turistico all-inclusive" che a volte un po' soffoca.
Qui tutto è decisamente più rilassato... tranne, ovviamente, le strade per raggiungere le calette più belle e nascoste. Quelle rimangono fedelissime allo stile albanese: panoramiche da togliere il fiato, ma non sempre intuitive.
E ricordati la regola d'oro: quando il navigatore ti promette "20 minuti all'arrivo", traduci mentalmente con "20 minuti, ammesso che tu non debba fermarti a riflettere sull'esistenza, fare una giravolta, farla un'altra volta, imprecare e chiederti se quella che stai percorrendo sia ancora una strada o il letto di un fiume secco"!


Il tramonto a Ksamil dal balcone del nostro albergo (nella prossima pubblicazione vediamo i migliori alberghi)
Consigli pratici (quelli utili davvero)
Il segreto per godersi l'Albania senza esaurire le ferie in stress da parcheggio sta tutto nel tempismo e nella logistica. Ecco il manuale definitivo per non farsi cogliere impreparati:
Il periodo perfetto: Punta dritto a fine maggio–inizio luglio oppure a settembre. Agosto è indubbiamente bellissimo, ma preparati a vivere un autentico festival del caldo equatoriale, del traffico da esodo e della disperazione mistica quando cercherai un buco dove lasciare la macchina.
L'auto (il tuo passaporto per la libertà): Non ti serve per fare maratone chilometriche (la costa è bella compatta), ma perché senza quattroruote sei letteralmente immobile. Le calette più pazzesche, quelle che ti fanno dire "ne è valsa la pena", si nascondono in angoli dove i mezzi pubblici non arriverebbero nemmeno nei loro sogni più remoti.
Google Maps (e il suo lato oscuro): Va preso rigorosamente con le molle. È un navigatore eccellente per il 90% del tempo, ma ogni tanto sembra posseduto dallo spirito di un esploratore cinico che adora metterti alla prova con scorciatoie e stradine degne di una tappa del rally di Montecarlo.
I contanti sono re: Tieni sempre il portafoglio ben fornito di Lek (ma l'euro viene accettato quasi ovunque). Nei ristoranti grandi e nei resort la carta di credito passa senza problemi, ma per i piccoli chioschi sulla spiaggia, i lettini, i parcheggiatori o la panetteria sotto casa, il cash domina ancora incontrastato.


La vera protagonista: la strada
Perché in Riviera Albanese la strada non è un semplice asse di collegamento per andare da A a B. No, affatto. La strada è un vero e proprio personaggio principale, un’attrazione a sé stante e, diciamocelo chiaramente, un piccolo test della patente a punti per guidatori temerari.
Mettiti il cuore in pace e scordati le autostrade piatte, dritte e monotone: qui ti aspettano curve a gomito che sembrano non finire mai, salite che fanno sudare le sette camicie al motore e discese vertiginose a picco direttamente sul blu del mare. Viaggiare qui significa alternare costantemente due stati d'animo ben precisi: un entusiasta "Wow!" a bocca aperta davanti a cotanta bellezza, seguito immediatamente da un prudente "Ok, ma siamo sicuri?" sussurrato frenando a metà curva con le nocche bianche sul volante.
Certo, non è una strada comoda. Ma è di una spettacolarità disarmante.
Il copione, chilometro dopo chilometro, è sempre lo stesso: inizi a stancarti, le curve sembrano moltiplicarsi per sfinirti e ti chiedi chi te lo abbia fatto fare... poi ne affronti un'altra, il guardrail sparisce per un attimo, il panorama si apre improvvisamente e ti si stampa davanti agli occhi un mare così azzurro da sembrare finto.
E in quel preciso secondo, puff: la fatica svanisce nel nulla.
La regola d'oro: Se una strada ti sembra troppo stretta, troppo ripida o semplicemente troppo folle per essere considerata una via di comunicazione principale... tranquillo, è esattamente quella giusta. Metti la prima e vai!


E se tutto questo ti ha già fatto venir voglia di chiudere il computer, mandare all'aria le scadenze e iniziare a stalkerare i siti di voli, aspetta un attimo. Non fare lo 007 disorganizzato proprio adesso!
La settimana prossima alziamo decisamente l'asticella.
Ti aspetto qui con una guida pratica coi fiocchi e un itinerario on the road studiato apposta per farti divorare la Riviera Albanese curva dopo curva, caletta dopo caletta, senza rischiare di finire sperduto in mezzo al nulla (o quasi, perché un pizzico di avventura ci vuole sempre).
Tieni il motore acceso, allaccia le cinture e preparati: ci vediamo la settimana prossima!
Contattami per costruire il tuo viaggio ideale.
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