a snowy landscape with a mountain in the background

Lofoten e Bodø: 5 esperienze da non perdere nel Nord della Norvegia

Le Lofoten sono uno di quei posti che rischiano di sembrare familiari ancora prima di esserci stati. Basta aprire Instagram, cercare “Lofoten” e nel giro di pochi secondi eccole lì: Reine con le sue montagne sullo sfondo, le rorbuer rosse di Hamnøy, spiagge bianchissime, acqua trasparente e strade che sembrano costruite apposta per una fotografia.

Il problema è che, dopo aver visto abbastanza fotografie, si rischia di arrivare qui con l’idea di dover semplicemente riprodurre quelle immagini.

Io ho preferito fare altro.

Il viaggio è iniziato a Bodø, nel Nord della Norvegia, per poi proseguire verso Svolvær e attraversare le Lofoten lungo la E10, fino ad arrivare ad Å, all’estremità meridionale dell’arcipelago.

E proprio spostandosi tra una tappa e l’altra ci si rende conto che le Lofoten non sono una destinazione da visitare soltanto attraverso i punti panoramici più famosi: ci sono correnti oceaniche da affrontare, aquile di mare da cercare, fiordi raggiungibili soltanto dall’acqua, sentieri da salire e una strada che, a un certo punto, decide semplicemente di finire.

Per questo ho raccolto cinque esperienze che, secondo me, vale davvero la pena inserire in un viaggio tra Bodø e le Lofoten, cercando di evitare il più possibile la classica lista di attrazioni da spuntare.

snow covered mountain near lake during daytime

Le esperienze

1. Saltstraumen in RIB: andare incontro alla corrente

Prima delle Lofoten c’è Bodø, e già qui il mare mette le cose in chiaro.

A circa 30 chilometri dalla città si trova Saltstraumen, il famoso maelstrom norvegese creato dalle fortissime correnti di marea che si sviluppano nello stretto. Il fenomeno è legato al passaggio di enormi quantità d’acqua tra il Saltfjord e lo Skjerstadfjord e raggiunge la massima intensità in determinati momenti del ciclo di marea.

Si può naturalmente raggiungere Saltstraumen e osservarlo dalla terraferma, ma io ho scelto una soluzione decisamente meno contemplativa: un RIB con Rampen.

L’escursione Sea Eagle Safari to Saltstraumen by RIB dura circa due ore e parte dal Rampen Adventure Hub, in Sjøgata 41, nel centro di Bodø. Si sale su un gommone ad alte prestazioni e si attraversa l’arcipelago di Bodø fino a raggiungere Saltstraumen via mare.

Prima di partire viene fatto un briefing sulla sicurezza e vengono forniti tuta galleggiante, giubbotto di salvataggio e occhiali protettivi. Sul mare norvegese, anche quando a terra sembra una giornata relativamente tranquilla, conviene comunque vestirsi a strati, con guanti, qualcosa per proteggere testa e collo e scarpe adatte all’acqua.

La cosa interessante è che l’escursione non consiste semplicemente nel raggiungere il punto in cui si formano i vortici, fare due fotografie e tornare indietro. Il percorso permette di osservare la costa di Bodø dal mare e, con un po’ di fortuna, di incontrare anche fauna marina e uccelli.

E poi arriva Saltstraumen.

Qui il consiglio è di non sottovalutare l’importanza dell’orario: la forza del fenomeno dipende dalle maree, quindi non tutti i momenti della giornata sono uguali. Se volete vedere le correnti nella fase più interessante, controllate il calendario delle maree e scegliete l’escursione di conseguenza.

Il risultato è un’esperienza che mette insieme natura, fauna e un bel po’ di adrenalina, senza dover scegliere tra “giro panoramico” e “attività”.

INFO PRATICHE

🚤 Operatore: Rampen
📍 Partenza: Rampen Adventure Hub, Sjøgata 41, Bodø
⏱️ Durata: circa 2 ore
👥 Capienza: massimo 12 persone per RIB
🧥 Incluso: tuta galleggiante, giubbotto di salvataggio, occhiali e briefing di sicurezza
🥾 Da portare: abbigliamento caldo, guanti, cappello e scarpe impermeabili o scarponcini
🌊 Da sapere: le condizioni del mare possono comportare modifiche o cancellazioni dell’escursione.

Il prezzo e la disponibilità possono variare in base alla stagione, quindi conviene verificare sempre la tariffa applicata al momento della prenotazione.

Il mio consiglio: se avete poco tempo a Bodø, questa è un’esperienza che permette di vedere molto più del semplice Saltstraumen e, soprattutto, di farlo dal punto di vista giusto: quello dell’acqua.

2. Aquile di mare e Trollfjord: le Lofoten viste dal mare

Se il RIB di Bodø mi aveva portato a conoscere la forza delle correnti, alle Lofoten ho voluto tornare in acqua per un’esperienza completamente diversa.

Da Svolvær sono salita su un RIB di RIB Lofoten per raggiungere il Trollfjord e andare alla ricerca delle aquile di mare dalla coda bianca, uno degli animali più iconici di questa parte della Norvegia.

L’escursione parte da Torget, la piazza principale di Svolvær, dura circa due ore e conduce verso il Trollfjord attraverso il paesaggio spettacolare del Raftsundet. Il percorso può subire piccole variazioni in base alle condizioni del mare e del vento, ma il fiordo e la ricerca delle aquile sono il cuore dell’esperienza.

La prima cosa che colpisce è proprio il mezzo: il RIB è una piccola imbarcazione aperta che permette di stare molto più vicini all’acqua rispetto a una normale crociera. Si viaggia in un gruppo ristretto e, durante il percorso, ci si ferma per osservare il paesaggio e la fauna.

L’obiettivo principale sono le aquile di mare dalla coda bianca, che nella zona hanno una presenza particolarmente importante. Possono raggiungere un’apertura alare di circa 2,65 metri: quando ne vedete una passare sopra il gommone, capirete che “aquila grande” era una descrizione decisamente poco scientifica.

L’escursione, però, non è soltanto un safari fotografico.

Il percorso attraversa infatti il Raftsundet prima di entrare nel Trollfjord, dove le montagne arrivano a circa 1.100 metri e il fiordo si apre attraverso un ingresso largo appena 100 metri. E soprattutto c’è un dettaglio che cambia completamente la prospettiva: al Trollfjord non arriva nessuna strada, quindi per raggiungerlo bisogna necessariamente passare dall’acqua.

Durante la navigazione la guida racconta anche la storia e la natura della zona, compresa la famosa Battaglia del Trollfjord del 1890, legata ai conflitti tra i pescatori che utilizzavano le tradizionali barche aperte e i proprietari delle più grandi imbarcazioni da pesca.

Il momento più divertente resta comunque quello in cui si cerca di individuare le aquile tra le montagne e, improvvisamente, qualcuno indica il cielo e parte la gara a chi riesce a scattare la fotografia prima che l’animale sparisca.

INFO PRATICHE

🚤 Operatore: RIB Lofoten
📍 Partenza: Torget, Svolvær
⏱️ Durata: circa 2 ore
👥 Capienza: fino a 12 persone per RIB
💰 Prezzo adulto: 1.095 NOK
💰 Prezzo bambino: 795 NOK
👧 Età minima: 4 anni per la versione estiva attualmente pubblicata
🕐 Partenze estive: 10:30, 13:00 e 15:30
🧥 Incluso: tuta galleggiante, giubbotto di salvataggio, guanti e occhiali
📸 Da portare: abbigliamento a strati, scarpe calde e macchina fotografica o smartphone
⏰ Ritrovo: almeno 20 minuti prima della partenza.

Il tour può essere modificato o cancellato in caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli; in questi casi l’operatore prevede lo spostamento dell’esperienza o il rimborso secondo le condizioni di prenotazione.

Una precisazione importante: le aquile sono animali selvatici, quindi non esiste una garanzia assoluta di avvistamento. La zona offre però una probabilità molto alta di incontrarle e l’operatore stesso presenta il safari proprio come un’esperienza dedicata alla loro osservazione.

a red house sitting on top of a snow covered shore
3. Reinebringen: la vista più famosa, questa volta conquistata a piedi

Dopo due escursioni in RIB, è arrivato il momento di ricordarsi che alle Lofoten esistono anche le gambe.

E una delle escursioni più conosciute dell’arcipelago è quella verso Reinebringen, il punto panoramico da cui si osservano Reine, il fiordo e le montagne circostanti.

Se avete già visto qualche fotografia delle Lofoten, è molto probabile che abbiate già incontrato questo panorama, anche senza sapere esattamente da dove fosse stato scattato.

La salita segue le famose Sherpa steps, una lunga scalinata costruita sul versante della montagna. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, ma è ripido e in alcuni tratti impegnativo: praticamente tutta la salita è concentrata sulle scale, quindi preparatevi a lavorare più sulle gambe che sulla capacità di orientarvi.

Il percorso è lungo circa 2 chilometri tra andata e ritorno, raggiunge i 484 metri di altitudine e richiede mediamente 1-2 ore, considerando anche le soste. Visit Lofoten lo classifica come percorso di difficoltà media/demanding.

La parte più difficile, soprattutto nei periodi affollati, potrebbe però non essere la salita.

Potrebbe essere trovare un momento in cui non ci siano altre cinquanta persone davanti a voi che stanno cercando di ottenere esattamente la stessa fotografia.

Il panorama, comunque, ripaga la fatica: dall’alto si vede Reine in tutta la sua conformazione, con le montagne che circondano il villaggio e i fiordi che si insinuano tra le isole.

Una cosa che le fotografie non fanno capire bene è la scala del paesaggio. Sullo schermo del telefono sembra quasi di osservare un piccolo villaggio circondato da qualche montagna; dal vivo ci si rende conto di essere davanti a un sistema molto più vasto di isole, acqua e pareti rocciose.

INFO PRATICHE

⛰️ Altitudine: 484 m
🥾 Distanza: circa 2 km A/R
⏱️ Durata indicativa: 1-2 ore
📈 Difficoltà: media / impegnativa
📅 Periodo consigliato: maggio-settembre
💧 Da portare: acqua, scarpe adatte e giacca antivento

Il sentiero è molto ripido in alcuni punti, è necessario rimanere sulle scale e portare acqua perché lungo il percorso non ci sono punti di rifornimento. Visit Lofoten sconsiglia inoltre il percorso ai bambini piccoli e ai cani e raccomanda di non affrontarlo in inverno.

Se arrivate in macchina, il parcheggio indicato è Reine Ytre Havn, nell’area del porto esterno di Reine. Da lì il percorso prosegue a piedi attraverso il centro di Reine e poi lungo la E10 fino all’area di accesso al sentiero.

Un ultimo dettaglio: vista la popolarità del percorso, controllate sempre lo stato del sentiero prima di partire, perché può essere temporaneamente chiuso per lavori o per motivi di sicurezza.

4. Percorrere la E10 fino ad Å: quando il tragitto diventa parte del viaggio

Alle Lofoten c’è una cosa che ho capito abbastanza rapidamente: non bisogna avere troppa fretta di arrivare.

La E10 attraversa l’arcipelago e permette di collegare gran parte delle località più conosciute, ma considerarla semplicemente come una strada che porta da Svolvær ad Å sarebbe un errore.

La E10 attraverso le Lofoten fa infatti parte delle National Scenic Routes norvegesi, cioè di quei percorsi progettati non soltanto per spostarsi da un punto all’altro, ma anche per valorizzare il paesaggio attraverso aree di sosta, punti panoramici, architetture e percorsi.

Perché qui il viaggio è anche quello che succede tra una tappa e l’altra.

Partendo da Svolvær, si può raggiungere Henningsvær, uno dei villaggi più particolari dell’arcipelago, costruito su diversi piccoli isolotti collegati da ponti. Proseguendo verso sud il paesaggio cambia gradualmente, mentre aumentano le montagne, i fiordi e le spiagge che compaiono ai lati della strada.

Si passa dalla zona di Ramberg e Flakstad, si continua verso Reine e poi arrivano Hamnøy e Sakrisøy, due delle località più fotografate delle Lofoten.

Hamnøy è probabilmente quella che riconoscerete più facilmente: le rorbuer rosse affacciate sull’acqua e il ponte con le montagne alle spalle sono diventati una delle immagini simbolo dell’arcipelago.

Sakrisøy, invece, è famosa soprattutto per le sue rorbuer gialle, che aggiungono un po’ di colore a un paesaggio che, in caso di cielo grigio, non ne ha esattamente bisogno.

E lungo il percorso ci sono anche punti panoramici e aree di sosta che meritano una deviazione, come Reinehalsen e Rambergstranda.

Il problema della E10 è che il navigatore continuerà a dirvi che siete sulla strada giusta mentre voi continuerete a voler parcheggiare ogni cinque minuti.

E non è una metafora.

Ci sono panorami che semplicemente richiedono una sosta.

Per questo, quando pianificate le tappe, non basatevi soltanto sui tempi indicati dal navigatore: lasciate margine per le fotografie, per le condizioni meteo, per eventuali rallentamenti e soprattutto per quelle fermate non previste che finiranno inevitabilmente nell’itinerario.

Alla fine arriverete ad Å, uno dei villaggi più meridionali dell’arcipelago e il punto in cui termina la E10.

E qui succede una cosa piuttosto soddisfacente: la strada finisce davvero.

Non c’è una deviazione che avete mancato e non avete sbagliato navigatore.

È proprio la fine.

INFO PRATICHE

🚗 Come muoversi: la macchina è il mezzo più comodo per esplorare le Lofoten in autonomia
📍 Percorso: Svolvær → Henningsvær → Ramberg/Flakstad → Reine → Hamnøy → Sakrisøy → Å
🅿️ Parcheggi: utilizzate esclusivamente quelli autorizzati, soprattutto nelle località più turistiche
🌦️ Meteo: pioggia, vento e condizioni stradali possono modificare i tempi di percorrenza
⏱️ Consiglio: non pianificate la tratta come se fosse un semplice trasferimento

E soprattutto, non cercate di trasformare la E10 in una gara contro Google Maps.

Alle Lofoten sarebbe probabilmente uno dei modi peggiori per guidare.

brown and white mountain near body of water during daytime
a snowy landscape with a mountain in the background
a snowy landscape with a mountain in the background
5. Dormire in una rorbu: vivere le Lofoten anche quando i turisti se ne vanno

L’ultima esperienza che inserirei in un viaggio alle Lofoten non richiede un’escursione organizzata, ma secondo me è importante quanto le altre: dormire in una rorbu e lasciare un po’ di tempo alle Lofoten senza un programma preciso.

Le rorbuer sono le tradizionali abitazioni dei pescatori che, nel corso degli anni, sono state in gran parte trasformate in strutture ricettive. Sono una delle sistemazioni più caratteristiche dell’arcipelago e permettono di dormire direttamente nei villaggi o affacciati sull’acqua.

Durante il giorno le zone più famose possono essere piuttosto frequentate, soprattutto nei mesi estivi, ma la sera l’atmosfera cambia completamente.

Il traffico diminuisce, i gruppi organizzati rientrano, i parcheggi iniziano a svuotarsi e improvvisamente avete davanti un paesaggio che qualche ora prima condividevate con parecchi altri visitatori.

È anche il momento migliore per fare una passeggiata senza avere l’ansia di dover raggiungere la prossima tappa entro un certo orario.

E qui, secondo me, c’è una parte delle Lofoten che spesso viene sottovalutata: non tutto deve essere trasformato in un’attività.

A volte l’esperienza migliore è semplicemente avere una rorbu sul mare, cucinare qualcosa, uscire dopo cena e guardare il paesaggio senza dover controllare l’orologio.

Se viaggiate tra la fine dell’estate e l’inverno, inoltre, entra in gioco un’altra possibilità: l’aurora boreale.

Qui, però, faccio una precisazione che secondo me è fondamentale quando si organizza un viaggio nel Nord: non programmate le Lofoten soltanto con l’obiettivo di vedere l’aurora.

L’aurora dipende dall’attività solare, dalla copertura nuvolosa, dal buio e dalle condizioni locali, quindi anche una previsione molto buona non equivale a una garanzia.

Se arriva, fantastico.

Se non arriva, vi restano comunque montagne, fiordi, villaggi, escursioni e uno dei paesaggi più particolari d’Europa.

E non è esattamente un piano B malvagio.

In conclusione: le Lofoten non sono soltanto quelle fotografie

Prima di partire avevo già visto praticamente tutte le immagini più famose delle Lofoten. Reine, Hamnøy, le spiagge, le rorbuer, le montagne e la E10 erano già ampiamente presenti nella mia memoria prima ancora di arrivare.

Quello che non si riesce a capire dalle fotografie, però, è come si vive realmente questo territorio.

A Bodø ho affrontato Saltstraumen a bordo di un RIB con Rampen, osservando da vicino le correnti e attraversando l’arcipelago; a Svolvær sono salita su un altro RIB per cercare le aquile di mare e raggiungere il Trollfjord; a Reinebringen ho sostituito per qualche ora il volante con una scalinata; lungo la E10 ho scoperto che spostarsi da una località all’altra può diventare una delle parti più belle dell’itinerario.

E poi ci sono le ore che non finiscono in nessuna classifica delle “cose da vedere”: una cena in un villaggio, una passeggiata dopo il tramonto, il tempo passato davanti a un fiordo o semplicemente una sosta improvvisata perché il panorama era troppo bello per continuare a guidare.

È questo il motivo per cui, secondo me, un viaggio alle Lofoten non dovrebbe essere organizzato come una raccolta di fotografie da replicare.

Le fotografie sono inevitabili, ma non dovrebbero essere l’unico obiettivo.

Perché il vero vantaggio di arrivare fin quassù è poter fare cose che nelle fotografie non entrano proprio: salire su un RIB, sentire il vento in faccia, cercare un’aquila nel cielo, aspettare la marea, percorrere una strada fino a quando finisce e, ogni tanto, semplicemente fermarsi.

Anche perché, dopo qualche giorno alle Lofoten, avrete probabilmente imparato una cosa molto semplice: il navigatore può anche dirvi di continuare, ma se davanti avete un panorama del genere è perfettamente legittimo ignorarlo per cinque minuti.

a body of water that has a bunch of houses on it

Prima di partire: le informazioni che avrei voluto avere

🚗 Come muoversi: per un itinerario che attraversa le Lofoten da Svolvær ad Å, l’auto offre grande libertà e permette di gestire autonomamente soste e orari.

🗓️ Quanto tempo dedicare: più che contare le località da vedere, considerate il tempo necessario per percorrere le distanze senza trasformare il viaggio in una successione di check-in e check-out.

🌦️ Meteo: il clima può cambiare rapidamente e il vento può influenzare soprattutto le attività in mare; lasciate quindi un minimo di flessibilità nell’itinerario.

🚤 Escursioni in RIB: prenotate in anticipo, soprattutto nei periodi più richiesti, e vestitevi pensando alla temperatura percepita in mare, non soltanto a quella indicata dall’app meteo.

🥾 Trekking: per Reinebringen utilizzate scarpe adatte, portate acqua e controllate sempre le condizioni del sentiero prima di partire; il percorso è ripido e non è raccomandato in inverno.

🦅 Fauna: aquile di mare, foche e altri animali selvatici possono essere avvistati durante le escursioni, ma gli animali non seguono il nostro itinerario, quindi considerate l’avvistamento un’opportunità e non una certezza.

📸 E soprattutto: lasciate spazio all’imprevisto. Alle Lofoten potrebbe essere proprio quella deviazione non programmata a diventare la vostra fotografia preferita.

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scritto da Greta Frezzato

26/09/2026

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