people walking on street near white dome building during daytime
white concrete structure beside body of water

Shh silenzio! Siamo ad Abu Dhabi

Abu Dhabi l’abbiamo vista così: in giornata, il 30 dicembre, partendo da Dubai con una compagnia locale, Ocean Air Travels (qui il link al tour) che non faceva da guida vera e propria, ma era fondamentale per una questione molto semplice e molto pratica: gli spostamenti. Perché se c’è un fatto che diventa subito chiaro è che Abu Dhabi, senza macchina, è complicata. L’emirato è enorme, le distanze sono lunghe e i mezzi pubblici non sono pensati per chi vuole girare liberamente come farebbe in una città europea. Nel 2026 – come avevo già anticipato nel post su Dubai – è previsto un treno veloce che collegherà i due emirati, e questo renderà molto più semplice raggiungere Abu Dhabi. Una volta lì, però, un mezzo di trasporto rimarrà comunque essenziale per spostarsi all’interno della città.

Abbiamo quindi passato tutta la giornata ad Abu Dhabi, saltando da un punto all’altro, senza la pretesa di “vederla tutta” (impossibile), ma con l’obiettivo di visitare alcuni dei suoi luoghi più iconici, quelli che secondo me hanno perfettamente senso in una prima visita. Ed è proprio così che la racconterò: non come una città esplorata a fondo, ma come un primo assaggio molto ordinato, molto controllato e sorprendentemente silenzioso.

white concrete building under blue sky during daytime

Tu quale persona saresti?

Abu Dhabi è quella persona che arriva sempre puntuale, vestita in modo impeccabile, con le idee chiarissime e l’agenda già organizzata. Non improvvisa, non alza mai la voce, non ha bisogno di dimostrare nulla. Ti fa sentire tutto sotto controllo, ti rassicura, ti dà l’impressione che nulla possa andare storto. È affidabile, solida, forse un po’ prevedibile, ma estremamente coerente.

Dubai, invece, è quella che arriva in ritardo perché stava facendo altre dieci cose contemporaneamente. Cambia piano all’ultimo minuto, propone qualcosa di nuovo mentre stai ancora cercando di capire la proposta precedente. È energica, rumorosa, a tratti eccessiva, ma impossibile da ignorare. Con lei non sai mai esattamente come finirà la serata, ed è proprio questo il punto.

Se fossero due persone sedute allo stesso tavolo, Abu Dhabi sarebbe quella che ascolta, osserva e interviene solo quando serve. Dubai parlerebbe, gesticolerebbe, racconterebbe storie e attirerebbe l’attenzione senza nemmeno provarci. Una ti fa sentire al sicuro, l’altra ti tiene sveglia. E alla fine, come spesso succede, la scelta non è tra giusto o sbagliato, ma tra stabilità e adrenalina.

Questa prima visita mi ha lasciato soprattutto una sensazione di curiosità. La curiosità di tornarci con più tempo, magari fermandomi qualche giorno, per provare a capire davvero il ritmo quotidiano della città, esplorare zone meno turistiche e concedermi esperienze molto semplici che una gita in giornata non permette. Prima fra tutte: una passeggiata senza meta per il lunghissimo e ordinatissimo lungomare della Corniche, che ho solo intravisto, ma che mi ha subito dato l’idea di un luogo tanto vissuto e amato dai local.

people standing between building wall

Geo-Dhabi

Dal punto di vista geografico, Abu Dhabi è organizzata in modo molto diverso rispetto alle città europee. Non esiste un centro storico compatto né un’area centrale attorno a cui si sviluppa il resto della città. L’urbanizzazione è suddivisa in zone ben definite, spesso distanti tra loro, collegate principalmente da grandi arterie stradali.

Il nucleo urbano principale è Abu Dhabi Island, l’isola su cui si concentra la maggior parte della città “centrale”. Qui si trovano quartieri residenziali, hotel, uffici, centri commerciali e molte attrazioni turistiche. Sempre sull’isola si sviluppa la Corniche, il lungo lungomare che corre lungo la costa e che rappresenta una delle poche aree realmente continue e pedonali della città. Nella stessa zona si trovano luoghi come Qasr Al Hosn, uno dei pochi edifici storici, e l’Emirates Palace, che segna l’estremità occidentale della Corniche. Anche all’interno dell’isola, però, le distanze sono ampie e ci si sposta prevalentemente in auto o taxi.

A est dell’isola principale si trova Al Reem Island, un’area di sviluppo più recente caratterizzata da grattacieli residenziali, uffici e passeggiate sul mare. Poco più a sud si trova Al Maryah Island, che ospita il distretto finanziario (ADGM), grandi hotel e il centro commerciale The Galleria. Queste isole sono collegate all’isola principale da ponti e fanno parte della città, ma hanno una funzione molto specifica e non sono zone “di passaggio”.

Spostandosi fuori dall’area centrale, verso nord-est, si arriva a Saadiyat Island, una delle zone più rilevanti dal punto di vista turistico e culturale. Qui si trovano il Louvre Abu Dhabi, il Saadiyat Cultural District, spiagge pubbliche e private e numerosi resort. Saadiyat è chiaramente separata dal resto della città ed è pensata come polo dedicato a cultura, mare e turismo di fascia alta.

Ancora più distante, in direzione dell’aeroporto, si trova Yas Island, un’isola completamente dedicata all’intrattenimento e ai grandi eventi. Qui si concentrano attrazioni come Ferrari World, Warner Bros. World, Yas Waterworld, il Yas Marina Circuit (Formula 1), l’Etihad Arena e il Yas Mall. È una zona che non ha una vera funzione urbana quotidiana ma è concepita come destinazione a sé stante.

Sulla terraferma, infine, si estendono grandi aree residenziali come Al Raha Beach, Al Zeina e altri quartieri abitati principalmente da residenti, oltre a zone naturali come il Jubail Mangrove Park, facilmente raggiungibile ma completamente separato dal contesto urbano.

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city skyline across body of water during daytime

I fantastici 4

Le tappe principali del nostro itinerario: direi che l'ordine cronologico rispecchia a pieno l'ordine di bellezza crescente

Louvre Abu Dhabi

La prima tappa della giornata è stata il Louvre Abu Dhabi, su Saadiyat Island.

Il museo è composto da una serie di edifici bassi, separati da canali d’acqua, tutti coperti dalla grande cupola metallica. All’interno, il percorso è organizzato in modo cronologico e tematico, non per aree geografiche. Le opere arrivano da epoche e culture diverse e vengono accostate per tema o periodo storico. Non è un museo enorme come dimensioni, ma è molto curato e facile da visitare anche senza guida.

Una curiosità interessante riguarda proprio la cupola: è composta da otto strati sovrapposti e pesa circa 7.500 tonnellate, più o meno quanto la Torre Eiffel. I suoi intrecci geometrici non sono solo decorativi, ma servono a creare il cosiddetto rain of light, un effetto di luce naturale che filtra all’interno seguendo il movimento del sole e rende l’esperienza di visita diversa a seconda dell’orario.

Un altro aspetto poco immediato è che il Louvre Abu Dhabi non è una “filiale” classica del Louvre di Parigi. Il nome è concesso in licenza per un periodo limitato e le opere esposte provengono da prestiti temporanei di diversi musei francesi, oltre che dalla collezione permanente del museo stesso. Questo significa che l’allestimento cambia spesso e che ogni visita può risultare diversa dalla precedente.

Infine il museo è stato pensato per dialogare con il clima e con l’ambiente circostante. I canali d’acqua che separano gli edifici aiutano a mantenere una temperatura più fresca, mentre la struttura aperta permette di muoversi tra spazi interni ed esterni senza la sensazione di essere chiusi in un unico blocco.

A noi, però, il museo ha impressionato solo fino a un certo punto. La realtà è che non siamo affatto turisti da museo e difficilmente ne visitiamo, a meno che non si tratti di quelli più celebri. Sicuramente, tra le tappe della giornata, è stata quella che ci ha conquistato di meno.

Etihad Towers

Dopo il Louvre ci siamo spostati verso la Corniche, fermandoci alle Etihad Towers. Qui la visita è molto più rapida e MOLTO UTILE soprattutto per avere una visione d’insieme della città.

L’Observation Deck at 300 si trova all’interno della Tower 2 ed è aperto al pubblico tutti i giorni, offrendo una vista a 360 gradi sulla città e sul Golfo Persico. Una curiosità interessante: le Etihad Towers non sono solo un punto panoramico, ma un vero e proprio complesso multifunzionale che include uffici, hotel di lusso e residenze private. La torre più alta raggiunge i 305 metri, rendendola una delle strutture più imponenti della città.

Per gli appassionati di cinema, le Etihad Towers potrebbero risultare familiari: alcune scene di Fast & Furious 7 sono state girate proprio qui (link al video). Una delle sequenze più spettacolari del film mostra Dominic Toretto e Brian O’Conner a bordo della rarissima Lykan HyperSport mentre cercano di fuggire tra i grattacieli di Abu Dhabi. In una scena iconica, la supercar sembra volare da una torre all’altra creando un momento d’azione mozzafiato che ha trasformato le torri in un vero set cinematografico. Anche se molti passaggi estremi sono stati realizzati in CGI, le riprese panoramiche e i dettagli degli edifici sono reali, rendendo il complesso delle Etihad Towers immediatamente riconoscibile sul grande schermo.

Consiglio personale: le Etihad Towers sono una tappa assolutamente da non perdere per avere un’idea della vastità e della magnificenza di Abu Dhabi. È importante arrivare nei momenti giusti per evitare code, e avere una guida preparata fa davvero la differenza: la nostra è stata eccezionale nel portarci lì al momento giusto.

Qasr Al Watan –
Palazzo Presidenziale

Il Qasr Al Watan è stata una delle tappe più strutturate della giornata. Non è un palazzo storico nel senso europeo del termine, ma un edificio recente, ancora utilizzato per funzioni istituzionali, aperto al pubblico come spazio di rappresentanza.

L’accesso avviene tramite navette che portano all’ingresso principale. Quello che colpisce subito è l’aria di solennità mescolata a dettagli spettacolari: lampadari scintillanti, soffitti intagliati con precisione maniacale, tappeti enormi e quadri che raccontano la storia del Paese. Ogni angolo è studiato per lasciare a bocca aperta e si percepisce subito perché sia così raro poterlo visitare: normalmente è riservato a delegazioni ufficiali e cerimonie di Stato, quindi avere la possibilità di passeggiare tra queste sale è un vero privilegio.

Lo sapevi che il Qasr Al Watan ospita una biblioteca con più di 50.000 volumi? Non si tratta di libri qualunque: molti sono manoscritti antichi, testi storici e documenti rari che raccontano la cultura, la politica e la storia degli Emirati e del mondo arabo. Alcuni libri sono così delicati che vengono maneggiati solo da personale specializzato e la biblioteca è organizzata in modo da preservare queste opere per le generazioni future. Passeggiando tra gli scaffali, si ha quasi la sensazione di entrare in un archivio segreto del sapere, dove ogni tomo custodisce storie millenarie e curiosità che normalmente non vedresti altrove.

E i tappeti nelle sale principali? Sono dei veri e propri capolavori dell’artigianato. Ogni tappeto è tessuto a mano da decine di artigiani con motivi tradizionali reinterpretati in chiave moderna e alcuni di essi possono pesare oltre una tonnellata!

Se avete la fortuna di poter entrare, come noi, questa è una tappa che vi consiglio assolutamente MA attenzione! vi verrà il torcicollo a furia di guardare in alto soffitti e lampadari...o forse è stata l'aria condizionata!

Sheikh Zayed Grand Mosque

L’ultima tappa è stata la Sheikh Zayed Grand Mosque, probabilmente il luogo più conosciuto di Abu Dhabi. Si trova fuori dall’isola principale ed è facilmente raggiungibile solo in auto.

L’ingresso è molto organizzato e avviene tramite controlli di sicurezza e percorsi ben definiti nel centro commerciale collegato.

Le regole sull’abbigliamento sono precise: le donne devono coprire spalle, braccia e gambe indossando l’abaya fornita all’ingresso (per coprire il capo), mentre gli uomini devono avere pantaloni lunghi e spalle coperte.

All’interno della sala principale si trova uno dei tappeti più grandi al mondo, tessuto a mano da decine di artigiani, pesante diverse tonnellate e realizzato in lana e cotone. I motivi geometrici e floreali richiamano la tradizione islamica e la cultura araba. È vietato toccarlo o camminarci sopra con scarpe per preservarne l’integrità. I lampadari monumentali, realizzati in cristallo Swarovski e oro, illuminano le sale principali e richiedono una manutenzione costante data la loro dimensione e peso.

All’interno della moschea ci sono regole precise di comportamento: non è permesso sedersi nelle aree di preghiera, fotografare con il flash nelle sale principali o comportarsi in modo irrispettoso. Fare gesti con le mani mentre si è fotografati o abbracciarsi/baciarsi tra uomo e donna è severamente vietato. Se le guardie ritengono che qualche atteggiamento irrispettoso sia stato fotografato, chiedono di mostrare loto il telefono o la macchina fotografica per cancellare la foto (giuro che è successo sotto ai miei occhi ad una coppia noncurante delle regole). 

Alcune curiosità interessanti completano la visita: i cortili esterni sono così grandi da poter ospitare migliaia di persone durante le preghiere  e le colonne delle sale principali sono decorate con madreperla e pietre semi-preziose. La moschea è famosa anche per il suo sistema di illuminazione esterno che segue le fasi della luna. Di notte, un impianto di oltre 840 punti luce e numerosi proiettori proietta morbide sfumature bluastre e grigie sui marmi esterni in base al ciclo lunare: quando la luna è piena la luce proiettata è più intensa e chiara, mentre nei giorni in cui la luna è crescente o calante le tonalità diventano gradualmente più profonde.

E dopo Singapore...un'altra isola di divieti: Abu Dhabi e come diventare santi per un giorno

(cliccate qua per leggere il blog su Singapore dove vi racconto un po' di divieti locali)

Abu Dhabi è enorme, ordinatissima e silenziosa… e allo stesso tempo piena di regole che ti fanno sentire come se stessi partecipando a un corso accelerato di “buone maniere estreme”. Non fraintendermi: non è difficile da vivere, ma è bene conoscere quello che non si può fare, così da non rischiare figuracce (o multe salate). Per esempio, l’alcol è permesso solo nei locali autorizzati o negli hotel, quindi niente birrette comprate al supermercato da bere in giro per la città. Non puoi nemmeno fotografare la polizia, i militari o gli edifici governativi senza permesso; meglio non fare nemmeno video “ironici” o selfie troppo “liberi”. Le norme sull’abbigliamento sono ovvie ma rigorose: spalle e ginocchia devono essere coperte quasi ovunque, e in certi luoghi religiosi come la Sheikh Zayed Mosque è obbligatorio per le donne coprire anche i capelli e indossare abiti lunghi e larghi.

Poi ci sono divieti un po’ più curiosi: niente baci o abbracci “passionali” in pubblico (onestamente...metterei questa legge anche in Italia), niente gesti volgari come il dito medio, niente urla, e attenzione ai modi: comportamenti aggressivi o gesti ritenuti offensivi possono portare a multe salate o addirittura a problemi legali. Il chewing gum? Tecnicamente vietato in alcune zone pubbliche se gettato a terra, perché qui la pulizia urbana è quasi maniacale. Persino guidare in modo troppo “creativo” può portare a multe immediate: le strade sono larghe e libere, ma i limiti vanno rispettati alla lettera.

E poi ci sono regole più pratiche: niente droni senza permesso, niente pesca o nuoto in certe zone senza autorizzazione, niente musica troppo alta in auto o negli spazi pubblici. Persino alcune app di ride-hailing hanno regole precise sui percorsi e sugli orari. Alla fine, se ci pensi bene, Abu Dhabi ti insegna a diventare improvvisamente un santo in pubblico: devi stare attento a tutto, ma una volta capito il meccanismo, tutto fila liscio. E se non altro, almeno ci si diverte a raccontare poi tutti i divieti agli amici a casa!

interni della Moschea

city skyline across the sea during daytime

E per concludere...4 curiosità ricche e animalesche

Il falco che viaggia meglio di te

Ad Abu Dhabi il falco non è solo un uccello: è una celebrità. Talmente importante che può avere un passaporto personale e viaggiare in aereo… seduto accanto al proprietario. Sì, mentre tu lotti per il posto finestrino, lui se ne sta tranquillo con documenti ufficiali e trattamento VIP. Nei centri specializzati gli fanno check-up medici, manicure (ok, quasi) e persino spa dedicate. Morale? Se nasci falco negli Emirati, hai una vita sociale più attiva e un curriculum di viaggi migliore del tuo 🛫🦅

🏧 Il bancomat che invece dei soldi ti dà… oro

Ad Abu Dhabi puoi prelevare non solo contanti, ma lingotti e monete d’oro da veri e propri ATM dell’oro. Funzionano come un normale bancomat: scegli l’importo, ma invece delle banconote esce metallo prezioso. Perfetto se ti sei scordata il souvenir all’ultimo minuto o se vuoi sentirti per cinque secondi dentro un film di James Bond. In pratica, mentre altrove prelevi 50 euro con ansia, qui puoi serenamente dire: “Oggi niente cash, prendo un lingottino” 💛😎

🐫 Il paradosso del cammello con l’aria condizionata

Ad Abu Dhabi può capitare una cosa che sembra uscita da una sitcom: fuori ci sono 45 gradi, il sole scioglie anche i pensieri… e dentro taxi, centri commerciali e hotel fa freddo polare. Ma il bello è che questa ossessione per l’aria condizionata arriva ovunque: esistono fermate dell’autobus climatizzate (sì, hai letto bene) e persino stalle super tecnologiche per cammelli con ventilazione e comfort da resort. Il risultato? Tu, turista, con sandali e vestitino estivo, che entri in un mall e ti chiedi se per caso sei atterrata in Alaska. Ad Abu Dhabi il vero lusso non è il deserto… è sopravvivere agli sbalzi termici ❄️🐪

La targa più costosa del mondo

Ad Abu Dhabi (e negli Emirati in generale) le targhe automobilistiche non servono solo a identificare un’auto… ma a dimostrare status. Alcune targhe con numeri singoli o particolarmente “fortunati” vengono vendute all’asta per milioni di euro. Sì, milioni. Il paradosso? La macchina può anche essere “normale”, ma se hai la targa giusta sei automaticamente una leggenda. In pratica, altrove dici “guido una bella auto”, qui dici “ho la targa numero 1” e fine della conversazione. Ad Abu Dhabi il vero lusso non è il motore… è il numero 🚘💎

Louvre Abu Dhabi

Immagina Abu Dhabi e Dubai come due coinquiline che devono andare a fare la spesa insieme. Abu Dhabi arriva puntualissima, con la lista della spesa perfettamente compilata, borse riutilizzabili ordinate per colore e una mappa mentale del percorso migliore per il supermercato. Non dimentica nulla, controlla ogni dettaglio, ha tutto sotto controllo e ti fa sentire sicura.

Dubai, invece, arriva in ritardo, ancora truccata a metà, con dieci borse da smistare e uno smartphone che squilla di continuo. Cambia idea tre volte su cosa comprare, propone una deviazione per prendere un caffè super trendy e finisce per saltare una corsia intera perché ha visto un’offerta scintillante dall’altra parte del supermercato. È rumorosa, imprevedibile, ti fa ridere e allo stesso tempo ti fa quasi venire un colpo di stress.

E, naturalmente, durante il tragitto Abu Dhabi segue perfettamente i limiti di velocità e le regole della strada, mentre Dubai accelera un po’, sorpassa e finisce inevitabilmente per essere fermata dalla polizia… proprio come si dice: chi vive a Dubai e visita Abu Dhabi non torna mai senza aver preso almeno una multa!!!

scritto da Greta Frezzato

31/01/2026

greTraveler