high-rise buildings
cars parked on side of the road near brown concrete building during daytime

QUARTA E ULTIMA TAPPA BOSTON, MASSACHUSETTS

Riprendiamo il nostro viaggio per alcune delle città della East Coast in treno

Giorno 11: Arrivo a Boston nel pomeriggio con un aereo da Washington (link)

Giorno 12: Primo giorno di tour a Boston

Giorno 13: Secondo giorno di tour a Boston

Giorno 14: Visita in giornata fuori dal centro di Boston

Giorno 15: Partenza in treno per tornare a New York e rientro in Italia

HOTEL CONSIGLIATO

Lo Staypineapple, South End Boston è un hotel che consiglio senza esitazioni: curato, originale e situato in uno dei quartieri più affascinanti della città. Mi piace perché unisce un design vivace a un comfort impeccabile, con camere accoglienti e piene di piccoli dettagli che fanno la differenza. La posizione è ideale per muoversi a piedi e scoprire il meglio di Boston. Se cerchi un posto che renda il viaggio ancora più piacevole, questo è sicuramente una scelta vincente.

black high buildings at nighttime

Boston:

La città europea tra Tea Party e mattoni rossi

Boston è spesso definita “la città più europea degli Stati Uniti” per il suo aspetto urbano, le dimensioni contenute e la forte impronta storica. L’episodio del Boston Tea Party e la presenza diffusa di edifici in mattoni rossi rappresentano due elementi fondamentali per comprendere l’identità della città: tra indipendenza e somiglianza rispetto al vecchio continente. 

Da un lato c’è il Tea Party, avvenuto il 16 dicembre 1773, quando un gruppo di coloni americani protestò contro la tassazione britannica gettando in mare centinaia di casse di tè. L’evento segnò un punto di svolta nelle tensioni che portarono alla Guerra d’Indipendenza ed è oggi una delle pagine più note della storia statunitense. Il porto di Boston e il museo dedicato all’episodio mantengono viva la memoria di quel momento.

Dall’altro lato, la città presenta un’estetica che ricorda molte capitali europee: quartieri come Beacon Hill, Back Bay e Charlestown sono caratterizzati da edifici in mattoni rossi, architettura georgiana e vittoriana, strade strette e una struttura urbana irregolare. Questo stile deriva in gran parte dalle origini coloniali inglesi e dalla volontà di preservare le zone storiche, rendendo Boston diversa da molte città americane più moderne e sviluppate su grandi griglie.

La combinazione tra un passato rivoluzionario e un tessuto urbano di stampo europeo rende Boston una città unica nel panorama statunitense: un luogo dove storia politica e architettura coloniale convivono in modo evidente e facilmente leggibile per chi la visita.

a cup of tea sitting on top of a saucer

Cos’è stato il Boston Tea Party?

Se passi per Boston, non puoi perderti una delle storie più iconiche della città: la celebre Boston Tea Party. La notte del 16 dicembre 1773, un gruppo di coloni americani, membri del movimento dei Sons of Liberty, salì a bordo di tre navi britanniche ancorate nel porto di Boston — la Dartmouth, la Eleanor e la Beaver — travestendosi da Nativi Americani Mohawk per non farsi riconoscere.

Ma perché lo fecero? Tutto nacque dal Tea Act, una legge britannica che imponeva tasse sul tè venduto nelle colonie, mirava a salvare la East India Company dalla crisi e voleva ribadire il controllo della Corona sulle colonie. I coloni, arrabbiati per queste “tasse senza rappresentanza”, avevano un motto chiaro: “No taxation without representation.”

La loro protesta fu spettacolare: gettarono in mare 342 casse di tè, pari a circa 40 tonnellate, un valore economico enorme che oggi si conterebbe in centinaia di migliaia di euro.

Le conseguenze furono immediate e drammatiche: il porto di Boston fu bloccato, furono emanate nuove leggi punitive (le Coercive Acts) e aumentò la presenza militare britannica. Questo clima teso portò, nel giro di due anni, allo scoppio della Guerra d’Indipendenza americana.

Oggi, a Boston, puoi rivivere questa storia in due modi:

  • Al Boston Tea Party Ships & Museum, dove le navi sono state fedelmente ricostruite e puoi partecipare a una “ri-simbolica” gettata del tè.

  • Passeggiando nella zona del porto, parte della famosa Freedom Trail, dove puoi immaginare lo scenario di quella notte storica.

È un’esperienza che unisce storia e spettacolo, perfetta per chi ama i racconti di ribellione e libertà… e magari sorseggiare una tazza di tè!

group of person sitting on chair inside structure

Boston città europea?

Architettura in stile europeo

La città ha un’impronta architettonica chiaramente europea: edifici storici, facciate simmetriche, cupole, grandi sale interne e materiali tradizionali come pietra e mattoni. Molti edifici pubblici ricordano capitali europee per imponenza e stile, dando alla città un aspetto ordinato e “classico”. L’architettura ricorda Vienna: edifici monumentali, interni ampi e un’estetica classica che trasmette ordine e solidità, soprattutto nelle zone istituzionali e culturali.

È una città “walkable”

Muoversi a piedi è semplice e pratico. Le principali attrazioni sono vicine tra loro, i marciapiedi sono ampi e ben tenuti e i quartieri centrali si esplorano facilmente senza bisogno di mezzi. È una città ideale per chi ama camminare e scoprire i luoghi con calma. Per facilità di spostamento a piedi è paragonabile a Amsterdam: quartieri centrali compatti, distanze gestibili e un centro che si esplora senza bisogno di mezzi pubblici.

Una città storica prima ancora che moderna

Prima di essere una città moderna, è una città con una lunga storia. Il centro conserva edifici e spazi urbani di epoche diverse, ben integrati nella vita quotidiana. Anche le zone più recenti rispettano l’impianto storico, senza stravolgerlo.

Come Roma, la città cresce su una base storica evidente, dove edifici antichi e spazi urbani tradizionali convivono con funzioni moderne senza essere sostituiti.

Mercati, bakery e tradizione gastronomica “vecchio stile”

La scena gastronomica è fortemente legata alla tradizione. Mercati locali, bakery storiche e piccoli locali di quartiere fanno parte della vita quotidiana. Qui si trovano ricette classiche, prodotti artigianali e un approccio al cibo semplice e autentico, lontano dalle mode più commerciali. L’atmosfera dei mercati e delle bakery ricorda Parigi: panetterie di quartiere, prodotti semplici ma curati e una forte presenza di locali storici ancora in attività.

Influenza culturale e accademica “alla Oxford”

La presenza di università e istituzioni culturali è molto evidente. Biblioteche, college e spazi di studio caratterizzano diversi quartieri e influenzano l’atmosfera generale della città. Questo rende l’ambiente vivace, internazionale e fortemente orientato alla cultura e all’istruzione. Il paragone più diretto è con Oxford o Cambridge, per la concentrazione di college, biblioteche e spazi accademici che influenzano l’identità della città.

La mappa stessa è europea

La struttura urbana ricorda quella di molte città europee: strade non sempre regolari, piazze centrali, quartieri ben distinti e un centro storico compatto. Orientarsi è intuitivo e la città si presta bene a essere esplorata, magari con i miei itinerari :). La struttura urbana è simile a Praga: centro storico racchiuso, quartieri ben definiti e strade che seguono uno sviluppo storico più che un piano moderno a griglia.

aerial view of city under cloudy sky during daytime

Itinerari dei primi due giorni

Il centro di Boston è ben delimitato e facile da visitare a piedi, con quartieri vicini tra loro e ben collegati dalla metropolitana. Gli itinerari che seguono si svolgono completamente nell’area centrale e permettono di vedere alcune delle zone più rappresentative della città senza bisogno di spostamenti lunghi o mezzi aggiuntivi. Sono percorsi pratici, adatti a chi ha poco tempo o preferisce muoversi in maniera semplice, con tappe facilmente raggiungibili e chiare da seguire.

Giorno 12 di viaggio

La passeggiata inizia alla Boston Public Library, uno degli edifici più rappresentativi di Back Bay. Dopo aver esplorato il suo interno, si procede verso la vicina Old South Church, un importante esempio di architettura religiosa della zona. Pochi passi più avanti si raggiunge Copley Square, la piazza principale del quartiere, circondata da edifici iconici come la John Hancock Tower e la Trinity Church.
Lasciata la piazza, si continua verso Bay Village, un piccolo quartiere residenziale con strade tranquille e case in mattoni. Da qui il percorso porta all’Arlington Street Church, che segna l’ingresso nella zona più centrale della città. Si prosegue poi verso il Boston Theater District, riconoscibile per i teatri storici e l’intensa attività culturale, e successivamente verso Chinatown, con le sue attività commerciali, ristoranti e insegne bilingue. L’ultima tappa di questa prima sezione è il Public Garden, il giardino pubblico adiacente al Boston Common.

(Link 1 di Google maps).


Dal Public Garden ci si sposta direttamente nel Central Burying Ground, uno dei cimiteri storici situati nel Boston Common. Si attraversa il parco raggiungendo il Parkman Bandstand, una struttura usata per eventi e attività pubbliche, e poi si continua verso il centro del Common Park, l’area verde principale.
Proseguendo verso il lato est del parco si incontra la Brewer Fountain, collocata vicino agli ingressi della metropolitana. Da qui il percorso porta rapidamente alla Park Street Church, una chiesa storica in posizione strategica all’angolo del parco. A pochi metri si trova il Granary Burying Ground, uno dei cimiteri coloniali più visitati della città.
Il percorso continua verso il Boston Athenaeum, una biblioteca storica con una lunga tradizione culturale, e poi raggiunge la Massachusetts State House, sede del governo statale e punto di riferimento di Beacon Hill. Entrando nel quartiere, si passa per Louisburg Square, un’area residenziale privata e molto curata, e si conclude questa seconda fase nel cuore di Beacon Hill, caratterizzato da strade strette, edifici in mattoni rossi e un’impronta storica ben conservata.

(Link 2 di Google maps)

Dopo una breve sosta, ci si dirige verso il fiume percorrendo la Charles River Esplanade — un’area verde lungo le rive del fiume Charles, perfetta per camminate rilassanti e per godersi il panorama d’acqua e skyline. Proseguendo si arriva al Hatch Memorial Shell, un palco all’aperto nella Esplanade spesso usato per concerti ed eventi pubblici, che segna l’ingresso nella zona del lungofiume più frequentata. Da lì il percorso entra nel contesto urbano più centrale, dirigendosi verso la zona delle memorie storiche e dei musei.
Un punto curioso che si può vedere è l’Ether Dome, un sito storico legato alla storia della medicina: si tratta dell’antica sala operatoria del XIX secolo dove fu realizzato un intervento con anestesia, disponibile come visita per chi ha interesse per storia e medicina.
Proseguendo si incontrano luoghi come l’Otis House Museum e il West End Museum — istituzioni dedicate alla storia locale e al tessuto urbano del quartiere — segno di come questo tragitto mescoli natura, riva del fiume e storia cittadina.
Infine l’itinerario termina con la visita al Museum of Science, situato in zona Science Park. È un ottimo modo per concludere la passeggiata: dopo la veduta del fiume, le case storiche e i musei minori, si arriva a un museo importante e ben organizzato, ideale per approfondire scienza e tecnologia.

(Link 3 di Google maps)

Giorno 13 di viaggio

Parti dall’Institute of Contemporary Art nel Seaport, un edificio moderno affacciato sull’acqua che introduce subito all’atmosfera contemporanea della zona; prosegui verso la Hood Milk Bottle Plaza, dove la famosa bottiglia gigante regala una tappa curiosa prima di tornare sul waterfront per raggiungere il Boston Tea Party Ships & Museum, con le sue navi storiche che ricordano l’episodio simbolo della Rivoluzione Americana. Da qui entri nel Financial District, tra grattacieli e vita frenetica, e continui lungo il Rose Kennedy Greenway fino alla Rings Fountain, una pausa piacevole tra giochi d’acqua e spazi verdi. Il percorso ti riporta sul porto davanti al New England Aquarium, una delle attrazioni principali della città, per poi condurti alla Custom House Tower, icona architettonica perfetta per una foto. Camminando ancora sul Greenway incontri il Greenway Carousel, con le sue figure ispirate agli animali del New England, e raggiungi il Marketplace Center, porta d’ingresso all’area più turistica. Il primo itinerario si conclude al Faneuil Hall Marketplace, sempre animato da street performer, bancarelle e ristoranti, il luogo ideale per fermarsi a mangiare nel cuore storico e commerciale di Boston.

(Link 1 di Google maps)

Prosegui poi dal Boston Massacre Site, dove una piccola targa ricorda l’episodio che contribuì ad accendere la scintilla della Rivoluzione Americana, e fai pochi passi per raggiungere l’Old State House, uno degli edifici più antichi della città, facilmente riconoscibile per il contrasto tra la sua architettura coloniale e i grattacieli moderni che lo circondano; continui verso l’Old Corner Bookstore, ex libreria storica legata a case editrici e scrittori dell’Ottocento, oggi punto di passaggio simbolico lungo il Freedom Trail. Proseguendo arrivi a Boston’s Old City Hall, un edificio elegante che ospita anche la famosa statua di Benjamin Franklin, poi ti sposti verso City Hall Plaza, una grande area aperta che spesso ospita eventi e installazioni temporanee. Da qui cammini verso il New England Holocaust Memorial, caratterizzato da sei torri di vetro incise, un’esperienza breve ma intensa, prima di raggiungere il piccolo ma significativo Boston Stone, una pietra storica incastonata tra gli edifici del centro. Riprendi il cammino lungo il Rose Kennedy Greenway, uno dei corridoi verdi più piacevoli della città, che ti conduce verso la Paul Revere House, la casa museo del celebre patriota americano situata nel cuore del North End. La seconda parte dell’itinerario si conclude poco più avanti, alla North End Branch della Boston Public Library, una piccola biblioteca di quartiere che segna l’ingresso nella zona più italiana e caratteristica di Boston, perfetta per una pausa caffè con un’atmosfera più locale e rilassata.

(Link 2 di Google maps)

Riprendi dalla St. Leonard Church, una delle chiese più amate del North End e punto di riferimento della comunità italoamericana, poi ti inoltri tra le strade del quartiere fino al North End vero e proprio, con le sue case basse, le pasticcerie storiche e l’atmosfera da “Little Italy”. Prosegui verso la Old North Church, celebre per il ruolo centrale durante la Rivoluzione Americana, riconoscibile dal campanile bianco che spicca tra gli edifici. Pochi metri più avanti incontri All Saints Way, un vicolo decorato con immagini sacre creato da un residente del quartiere: un luogo singolare, quasi nascosto, che racconta le tradizioni religiose del North End. Da qui raggiungi Langone Park, un parco affacciato sul waterfront, perfetto per una pausa con vista e per respirare un po’ di tranquillità. A poca distanza si trova Copp’s Hill Terrace, una terrazza panoramica che domina il porto e offre una vista ampia su Charlestown e sul fiume Mystic. Scendendo di nuovo verso le vie residenziali trovi la Skinny House (Spite House), la casa più stretta di Boston, diventata famosissima per la sua forma insolita e per la leggenda del conflitto tra due fratelli che ne avrebbe ispirato la costruzione. Poco dopo arrivi al John Harvard Mall, una piazza tranquilla, alberata, spesso frequentata dai residenti della zona. Attraversi quindi Charlestown, il quartiere più antico della città, caratterizzato da case a schiera, strade tranquille e un’atmosfera più residenziale. Il percorso termina al Charlestown Navy Yard, un’area storica che ospita il famoso cantiere navale, il museo e il veliero USS Constitution, simbolo del patrimonio marittimo di Boston e tappa finale perfetta per chiudere con una parte importante della storia navale americana.

(Link 3 di Google maps)

people watching football game during daytime

Una delle due sere: Boston Red Sox

Ad aprile dello stesso anno ho regalato a Marco un biglietto per vedere i Red Sox, la mitica squadra di baseball, nel loro tempio assoluto: il Fenway Park. L’idea iniziale era andare a vedere una partita di basket… ma a luglio l’NBA è già in vacanza estiva. Quindi, con grande spirito sportivo, abbiamo virato sul baseball: uno sport che ci incuriosisce, ci piace anche, ma che pensavamo sarebbe stato un filo meno spettacolare.

Spoiler: avevamo torto. Ma tanto, eh.

È stata un’esperienza pazzesca. Abbiamo preso la metro e siamo arrivati allo stadio trascinati da un fiume di tifosi in maglia, cori, entusiasmo e quell’aria un po’ epica da “oggi si fa la storia”. Per entrare ci sono controlli piuttosto rigidi (consiglio pratico: niente zaini! Ve li fanno lasciare fuori in un armadietto con lucchetto. Portate solo tracolle minuscole o marsupi, e vivrete meglio).

Dentro è tutto un trionfo di mascotte improbabili, profumo di cibo spazzatura buonissimo e un’energia travolgente. Noi abbiamo fatto la nostra parte: birra, limonata, alette di pollo servite in una ciotola a forma di palla da baseball — capolavoro di design culinario — e patatine fritte. Ci sediamo… ed ecco che parte lo spettacolo.

Sì, perché più che una partita, è una festa. Ci sono discorsi ufficiali, premiazioni a ex giocatori, l’inno americano cantato da voci che ti fanno venire i brividi, e… ogni tanto si gioca anche, giuro!

Io del baseball so giusto due cose imparate da bambina al campus estivo: poche ma buone, e devo dire che lo trovo davvero appassionante (a piccole dosi, dosi omeopatiche proprio). Ci siamo divertiti un sacco e a un certo punto la partita è addirittura finita senza che ce ne rendessimo conto.

Il rientro? Massacrante. Tipo uscire dall’Ippodromo di Milano dopo un concerto: folla ovunque, tutto bloccato, caos totale. Ma con un po’ di zen e molta pazienza, in qualche modo siamo tornati in albergo.

E, inutile dirlo, per me quello è stato il momento più autentico di Boston… se non dell’intera vacanza.

Giorno 14:fuori dal centro storico

A volte Boston sembra fin troppo compatta, come se bastasse un pomeriggio per attraversarla tutta. Ma appena ci si spinge oltre i suoi confini, ci si accorge che la vera ricchezza della città vive proprio nei suoi dintorni: borghi universitari pieni di energia, cittadine costiere che profumano di salsedine, musei nascosti, fari, librerie indipendenti, storie coloniali e angoli tranquilli dove il ritmo rallenta senza preavviso.

È in questo raggio di pochi chilometri che si scopre il carattere autentico del Massachusetts, un mix perfetto di cultura, oceano e piccole sorprese da raggiungere in treno o in metro, senza complicazioni.

In questi due itinerari ti porto da una parte nel cuore pulsante del sapere americano — Harvard e Cambridge, un microcosmo di campus, caffetterie e librerie iconiche — e dall’altra in un viaggio breve ma intenso in una delle cittadine più particolari del New England, Salem, dove storia, porto e architettura coloniale convivono con un’atmosfera unica.

Due esperienze completamente diverse, entrambe facilmente raggiungibili da Boston, ideali per riempire una giornata con qualcosa di nuovo e allo stesso tempo tipicamente “Massachusetts”.

a large boat is docked at a pier
a large boat is docked at a pier
a sign on a brick wall that says harvard university
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Un giro nel tempio del sapere: Harvard

Raggiungere Harvard da Boston è una delle cose più semplici del viaggio: basta scendere nella metropolitana, prendere la Red Line in direzione Alewife e in circa dodici minuti si sbuca direttamente al centro di Harvard Square. Appena fuori dalla stazione si è già nel cuore pulsante della vita universitaria, tra studenti che attraversano la piazza da ogni angolo e musicisti di strada che si alternano sui marciapiedi.
Da lì entrare ad
Harvard Yard è questione di pochi minuti: qualunque cancello si scelga, ci si ritrova subito immersi in viali alberati, mattoni rossi e palazzi storici. È tutto estremamente accessibile: niente biglietti, nessuna prenotazione, si può girare liberamente. Bastano venti minuti per orientarsi, ma spesso si resta più a lungo, spinti dalla curiosità di sbirciare tra le facoltà o di ascoltare per qualche secondo le lezioni che filtrano dalle finestre aperte. La statua di John Harvard è naturalmente uno dei punti più affollati: il piede lucido indica esattamente dove tutti toccano per scaramanzia, anche se gli studenti ti diranno che è una tradizione più turistica che universitaria.
Uno dei momenti più belli del giro è la visita agli
Harvard Art Museums, che si trovano esattamente a due minuti dal campus. L’ingresso costa intorno ai 20 dollari, ma il sabato mattina c’è una fascia gratuita perfetta per risparmiare. La collezione è varia e ben organizzata, quindi anche una visita di un’ora funziona benissimo. Se invece preferisci qualcosa di più curioso, a dieci minuti a piedi c’è il Museum of Natural History, famoso per le incredibili glass flowers: fiori interamente in vetro, così realistici che solo avvicinandosi ci si rende conto che non sono veri.
Tornando verso Harvard Square arriva uno dei momenti preferiti da chiunque ami i libri: l’ingresso nella
Harvard Book Store, la libreria indipendente più famosa della zona. È impossibile non notarla: grande, stratificata, con scaffali che profumano di carta nuova e una sezione di libri usati nel seminterrato che è un vero tesoro. Qui è facile passare mezz’ora a sfogliare romanzi, guide e saggi, oppure a curiosare tra le edizioni speciali firmate dagli autori che tengono regolarmente presentazioni. Se devi comprare un libro “da viaggio”, questo è il posto giusto.
Per mangiare non serve allontanarsi: a pochi passi ci sono Felipe’s Taqueria, perfetto per qualcosa di veloce ed economico, oppure Tatte Bakery, ideale per una pausa più rilassata. L’intera zona è piena di caffè, negozi e piccoli spazi dove sedersi e guardare la vita del campus scorrere davanti agli occhi.
In totale, un giro completo richiede circa 4–5 ore, l’ideale per una mezza giornata piena ma leggera. Quando arriva il momento di tornare a Boston, basta riprendere la Red Line: passa ogni pochi minuti e in un attimo si è di nuovo in città.

Salem – Una giornata tra storia, mare e mistero

Raggiungere Salem da Boston è sorprendentemente semplice: ti basta prendere il treno della MBTA – linea Newburyport/Rockport da North Station. Il viaggio dura circa 30 minuti e la stazione di arrivo è a meno di dieci minuti a piedi dal centro storico. È comodo anche in auto, ma il traffico in ingresso e i parcheggi possono complicare un po’ la giornata, soprattutto nei weekend di settembre e ottobre.
Una volta arrivata, Salem mette subito in chiaro la sua doppia anima: da una parte la cittadina portuale del New England, con case in legno, viali tranquilli e un lungomare piacevole da percorrere; dall’altra i richiami ai famosi processi del 1692, concentrati soprattutto nelle vie più centrali. La parte più interessante del giro, però, è scoprire che Salem non è un parco a tema sulle streghe, ma un luogo con una storia molto più ampia.
Il centro si visita facilmente a piedi. In cinque minuti dalla stazione sei nella zona pedonale di
Essex Street, dove negozi e caffè si alternano a piccole attrazioni dedicate al passato coloniale. Da qui vale la pena deviare verso il Salem Witch Museum: l’esperienza è molto introduttiva, dura circa un’ora, e serve principalmente per avere un quadro generale dei fatti storici. Non è un museo “classico”, ma aiuta a contestualizzare il resto della visita.
A dieci minuti di cammino c’è uno degli angoli più belli della città:
The House of the Seven Gables, una casa del XVII secolo resa famosa dal romanzo di Nathaniel Hawthorne. Il tour guidato dura circa 45 minuti e permette di entrare in stanze perfettamente conservate, salire una stretta scala nascosta e affacciarsi sul porto. Per chi ama la storia letteraria o l’architettura antica, è la parte più affascinante della giornata.
Se c’è il sole, il lungomare merita una passeggiata più lunga: da qui si intravedono le piccole baie, le barche ormeggiate e, poco più avanti, il
Derby Wharf Lighthouse, un faro bianco che si raggiunge con una camminata di dieci minuti su un molo completamente diritto. È uno dei punti più fotografati, ma anche uno dei più tranquilli.
Per il pranzo la zona non manca di opzioni: Red’s Sandwich Shop è perfetto per qualcosa di semplice e tipico, mentre Finz Seafood & Grill ha un menù di pesce con vista sul porto. E se vuoi un dolce veloce, Melt Ice Cream è una certezza.
Il pomeriggio può scorrere con una visita più approfondita ai luoghi storici — come il Witch House, l’unica casa rimasta realmente collegata ai processi — oppure semplicemente esplorando le vie laterali del centro, dove si trovano case antiche, giardini curati e una serie di librerie e negozi indipendenti molto piacevoli.
Quando sei pronta a rientrare a Boston, il treno dalla stazione principale parte abbastanza regolarmente e in mezz’ora sei di nuovo in città.

Di Salem ne ho parlato anche nel mio speciale per Halloween: leggilo per saperne di più

Giorno 15: di ritorno a New York

Prendi un treno per tornare a New York e poi in aereo verso casa. Meglio ritornare partendo dalla Grande Mela (dove siete anche atterrati all'andata) così costa meno il biglietto, piuttosto che atterrare a NY e ripartire da Boston al ritorno.

a plane on the runway
a plane on the runway

scritto da Greta Frezzato

14/12/2025

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